Celiaci, non siamo più casi rari

Ebbene sì, facciamocene una ragione. Non siamo più casi rari. In Italia siamo più di 600 mila, e si nota. Ristoranti e supermercati con prodotti senza glutine che aprono i battenti in ogni città, ricette gluten free che spuntano ovunque, pizzerie che si adeguano e moltiplicano i forni.

Ci mette sempre un po’ di tempo, ma finalmente anche lo Stato ne prende atto e si adegua, classificando la celiachia nei Livelli essenziali di assistenza non più come “patologia rara” ma come “malattia cronica“.

Cosa questo concretamente significhi devo ancora testarlo. In teoria sarà sufficiente presentare una certificazione medica scritta da uno specialista per poter usufruire di esenzioni specifiche per la patologia. Si potranno ricevere servizi e prestazioni ambulatoriali necessari per monitorare la situazione attuale di ognuno e l’evoluzione della malattia.

Il problema è che le Regioni gestiranno poi il tutto autonomamente. Col rischio che in alcune di esse tutte le prestazioni saranno gratuite mentre in altre il paziente dovrà pagare. Senza contare il dilemma “medico di base”….potrei scrivere un libro al riguardo. In una stessa città incontriamo il mio medico di base pronto a consigliarmi esami da fare e a prescrivermeli gratuitamente, e il medico di mia sorella che gli esami li prescrive, ma per la maggior parte a pagamento.

Come spesso accade starà a noi celiaci tenerci ben informati. Siamo tanti, tantissimi. Molte cose stanno cambiando, non solo per quanto riguarda la sanità. L’offerta dei prodotti gluten free si diversifica e col tempo emergeranno sempre più i produttori capaci di coniugare la qualità al prezzo contenuto. I prodotti senza glutine sono approdati nei grossi supermercati, le multinazionali si adeguano. Il “buono” mensile da utilizzare per i prodotti erogabili sta diventando “un lusso” che a volte mi domando per quanto possa durare. Insomma, tutto cambia…in meglio, voglio sperare. Sempre in meglio. Io la vedo in positivo…

 

 

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