Segni indelebili

Ci pensavo oggi, guardando allo specchio il mio ombelico che ha deciso di restare in fuori. La gravidanza (e l’allattamento…) lascia segni indelebili, imprevedibili, indimenticabili. Nel corpo e nella mente. Alla faccia di tutte le teorie ottimistiche, dopo oltre un anno dal mio secondo parto mi ritrovo ancora con capelli spenti, seni vuoti e cadenti manco fossero le orecchie di un bassotto, e il famigerato ombelico che non è più rientrato.

“Ma sei matta?! Guarda lì che fisichino, sembri una ragazzina!”, mi dice un’amica. “Guarda me, che mi ritrovo con 10 chili di più, le smagliature e  l’incontinenza”. Ah bene dai, abbiamo tutte vissuto una bella avventura. Dopotutto guarda che roba, pensa quanto è riuscito a cambiare il nostro corpo. Me la ricordo, quella pancia. Enorme, eppure così bella, così perfetta, capace di accogliere una vita nuova, di farla crescere e nutrirla. E ne ero proprio orgogliosa. Ma sì dai, alla fin fine chissenefrega del resto, è giusto che si cambi, è bello riuscire ad accettare anche il fatto di non esser più uguali a prima.

E sai che ti dico, amica mia? Che così, più morbida, più consapevole di te stessa, più istintiva e “vera”, più capace di guardarti dentro e ascoltarti, sei davvero diventata una gran donna. Una mamma. Ma prima ancora una gran donna.

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