Le vacanze a ostacoli e i bimbi che non si fermano mai

“Mamma, mi scappa forte!!!”. Eh no. Mentre tengo in equilibrio tua sorella su un braccio, il salvagente tra i denti, due borse enormi a tracolla, la bottiglietta d’acqua tra due dita, il gelato che si scioglie nell’altra mano, proprio no. “Arriviamo fino all’ombrellone e poi ci organizziamo dai”.

Sì, ci organizziamo. Perché anche andare a fare la pipì è un’impresa. Ti capisco, Tommaso, ma tua sorella va piazzata da qualche parte e guardata a vista, tutta ‘sta roba che avete voluto a tutti i costi va sistemata e poi forse riusciremo a trovare un bagno. Forse.

“Mamma non scherzo”. Nemmeno io. Alla faccia di chi ti dice: “Vah che bello, ora vai in vacanza a rilassarti”. Con due figli no, non ti rilassi. Sia chiaro, ringrazi comunque di poter essere al mare, di mettere i piedi sulla sabbia, di vedere il sole. Ma rilassarti no, nemmeno da lontano col binocolo. “Guarda che me la faccio addosso”. A tre anni non posso lasciarlo andare in bagno da solo. E so benissimo che il tempo massimo che segna la sua capacità di trattenere la pipì è ormai giunto.

Ok, butto giù tutto, tengo la sorellina in braccio, trangugio il gelato perché il cibo non si spreca, afferro lui per il polso e corro. Bagno, bagno, bagno. Eccolo! Ringrazio di non essere troppo schizzinosa. Ma sì, si sopravvive a tutto. “Vai Tommy, veloce, non toccar nulla, fai tutto da solo, pulisciti bene, io t’aspetto”. Troppe parole pronunciate a raffica che racchiudono tutta una seria di concetti complessi e il presupposto che tuo figlio riesca a coordinare alla perfezione gesti e volontà.

“Fatto. Adesso adiamo a fare il bagno?!”. Tre secondi netti, ci ha impiegato. Ti guarda con quel suo sorrisino beffardo, perfettamente consapevole che stai per raggiungere il limite, che tra poco inizierai a urlare. E la cosa bella è che tutto ciò non gli importa, anzi. Se tu fossi lucida sapresti resistere alla provocazione, ma la lucidità l’hai persa qualche anno fa. Lo riafferri per il polso e punti dritta all’ombrellone manco stessi facendo una gara a ostacoli. Metti in fila lui e la sorella e li spalmi di crema mista a sabbia, prendi salvagente e braccioli e via, tutti in acqua.

L’onda è vitale. Ti colpisce quando meno te l’aspetti, ti sbatte in faccia la bellezza del momento, t’impone di guardare i tuoi bambini. Che si stanno divertendo come matti, che nel mare sanno inventare avventure pazzesche, che usano sassi come fossero barche, che si trasformano in pirati. Ti chiedi come sia possibile che due piccoletti così possano essere al tempo stesso la cosa più splendida e quella più allucinante che ti han trasformato la vita. Senza di loro non sapresti stare nemmeno per due giorni, eppure con loro le giornate sono intense ai limiti del sopportabile.

Ti rilassi e giochi anche tu, costruisci castelli, scavi buche profonde, ti fai coprire di sabbia, chiedi pietà. Poi il tempo torna a scorrere, i litigi incombono, la fame chiama, il sonno arriva. Non è relax, non è tranquillità. La vacanza coi bimbi è una grande avventura. Un cosa è certa: non ci si annoia mai.

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