Faccio outing: i miei bambini sono viziati

Faccio outing: i miei bambini sono viziati. Inutile cercare di sembrare la mamma perfetta, inutile mentire, inutile fingere. Cedo ai loro capricci, sanno come ottenere ciò che vogliono, li coccolo più del dovuto.

E soprattutto, lo ammetto, i miei figli fanno cose che le brave mamme non farebbero far loro. Guardano la televisione, ad esempio. E non per forza solo un’oretta la sera, no. Ci sono pomeriggi nei quali devo finire di lavorare al pc (o semplicemente sono stanca) e in modo indegno li piazzo davanti ai cartoni animati, salvezza e sollievo, attimo di tregua concesso, momento magico grazie al quale per almeno una decina di minuti la casa diventa incredibilmente silenziosa e tranquilla.

E non è finita. I miei figli saltano sul divano. “Saltano” in realtà è solo una piccola parte di ciò che fanno col divano. Lo smontano, mettono i cuscini per terra, costruiscono percorsi tra onde e fuochi immaginari, volano da uno scoglio all’altro, lanciano coperte, lasciano manate su federe che dimostrano, già a una prima occhiata, di averne passate parecchie. Ci mangiano anche sopra ai divani.

Già, perché non sempre si cena a tavola, a volte noi ci facciamo i picnic davanti alla televisione. E ce li gustiamo proprio, i nostri pasti improvvisati. Mangiando con le mani le crocchette di ceci che preparo mentre i bimbi prendono una tovaglia e la dispiegano platealmente sul tappeto come fossimo su un bel prato all’aperto.

C’è poi l’argomento dolci, porcherie (come le definiscono i miei figli), sfizi e stravizi. “No no, per oggi ne hai già mangiate troppe, non ti azzardare a chiedere ancora una caramella”. E alla fine la caramella finisce nelle manine di una convincente bambina golosa che sa benissimo come fare ad ottenerla. La stessa bambina che, dopo i miei netti “i muri non si dipingono”, ha sfoggiato le proprie capacità artistiche senza timidezza sulla superficie di una buona metà dei muri (una volta bianchi) di casa.

Sì, i bimbi sono proprio bravi ad ottenere ciò che vogliono. Sanno come prenderti, come farti sentire in colpa se non li accontenti, come farti cambiare idea. Con uno sguardo ti inculcano il dubbio che forse non è così netta la distinzione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Che l’eccezione rischia di diventare regola ma è anche bello concederla.

Ma soprattutto, sotto sotto, i miei figli sanno che le regole in genere a me piacciono poco. Sono la prima spesso a non rispettarle, imporle a loro in modo drastico sarebbe un brutto esempio di scarsa coerenza. E allora alzo bandiera bianca e me li tengo così. Viziati, felici, un po’ folli, pieni zeppi di vitalità.

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