Caro ministro, ci vorrebbe un supereroe

Cari ministri Costa e Lorenzin (ebbene sì, dopo l’infelice idea del Fertily Day indirizzo anche a Lei la lettera…e l’invito a casa mia..),

qui ci vuole un miracolo. O un supereroe. Oppure basterebbe forse la reale volontà di dare una svolta netta, tenendo conto di quanto è cambiata in pochi anni la società. Altro che slogan ridicoli e pubblicità mal pensate. La realtà di oggi è questa: lavori saltuari e mal pagati, se sei dipendente ti chiedono di dare di più e rinunciare alle ferie, se sei libero professionista è pure peggio. Per una donna, poi, non parliamone. Alcune scelgono la carriera e poi a 40 anni si pentono di non avere figli, altre hanno figli e rimpiangono di non aver fatto carriera. Quelle che conciliano le due cose hanno poteri soprannaturali.

Pochi bebè?! Eccerto. Se hai la fortuna di avere un lavoro devi tenertelo stretto e mandarli al nido…che costa come minimo 500 euro al mese. Al netto dei sensi di colpa perchè li vorresti crescere tu, ti trovi comunque immersa in una valanga di problemi, che spesso risolvi solo grazie ai nonni. Santi nonni. Se invece il lavoro non ce l’hai (o l’hai perso…) scegli di tenerti i figli a casa e risparmiare, ma così come fai a trovare un impiego?! Il tutto dando per scontato che ci sia un marito accanto ad aiutarti, altrimenti è proprio dura dura.

Io di figli ne ho due, da settembre uno andrà alla scuola materna e l’altra al nido…in pratica dovrò sborsare la bellezza di 700 euro al mese. 700 euro al mese. Pazzesco. Il bonus bebè di 80 euro al mese non mi cambia molto la vita (per carità, sempre qualcosa), tra l’altro non è vero che te lo diano per tre anni, perchè ogni anno devi rifare tutta la trafila per dimostrare di averne ancora diritto. Il voucher nido è fondamentale per respirare, ma non toglie il problema. Possibile che i nidi siano per la maggior parte privati? Possibile che non si trovino misure più serie e continuative per aiutare DAVVERO le famiglie?

Quanti passi avanti restano ancora da fare, su quanti fronti occorre ancora lavorare. Dalla ristorazione (impossibile uscire a cena se hai due figli o più, ci si salva solo se si va in quei posti che hanno avuto la brillante idea di puntare su menù bimbi a poco prezzo o gratuiti), passando per il tempo libero (ci dicono di fargli fare sport, ma tutto ha un costo…), fino al babysitteraggio.

Non è facile, non è facile davvero, ministro. Per capirle bene certe cose bisogna forse viverle sulla propria pelle. Se vuole, la invito una settimana da me. In questo momento ho qui le due pesti che stanno distruggendo casa, perchè io lavoro e in parallelo gioco con i bimbi (ebbene sì, il potere dell’ubiquità…), ma malgrado il delirio queste due righe ci tenevo proprio a scriverle. Così, giusto come sfogo. Sperando che davvero, prima o poi, le cose cambino.

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