Celiachia, il taglio ai bonus mensili e i prezzi che non calano mai

Posto che, da sempre, mi chiedo perché una donna celiaca si ritiene debba mangiare meno di un uomo (fino ad oggi in Lombardia alle donne andava un buono mensile di 99 euro, agli uomini uno di 140) quando magari sei pure sportiva e corri dietro a tre figli mentre tuo marito sta seduto tutto il giorno davanti a un pc….posto questo, ora i dilemmi mi si moltiplicano.
 
Con un nuovo decreto cambiano i rimborsi per i celiaci. Dopo i 60 anni fai la fame (75 euro alle donne…in pratica, in base alla tabella, devi mangiare come un bimbo di 6 anni), la speranza è quindi che la celiachia ti sia stata diagnosticata da giovane e che nel frattempo tu sia riuscita ad autoprodurti tutto in casa da sola. Possibilmente senza dover acquistare nemmeno le farine, che, se le prendi decenti, costano tra i 5 e gli 8 euro a pacchetto.
 
Inoltre, entro sei mesi verrà aggiornato il registro nazionale degli alimenti senza glutine. Insomma, solo pane, pasta e dolci affini. Alla faccia delle migliaia di prodotti che in questi anni sono stati messi in commercio e che spesso hanno fatto godere a cena i celiaci come non accadeva da 20 anni.
 
Vero verissimo che i celiaci sono sempre di più e che, se come auspicabile si arriverà a 600 mila diagnosi, il Servizio sanitario nazionale dovrà affrontare spese altissime. Vero verissimo che ci sia dietro un business assurdo. Mi sfugge però un dettaglio: perché si diminuisce il bonus mensile ma intanto i prezzi dei prodotti continuano a lievitare? Sono alti ovunque (anche nei supermercati non sono poi così bassi), in modo assurdo se cerchi cibi artigianali e sani.
“Beh, ma a parte i primi piatti tutto il resto potete mangiarlo, vi danno pure troppo”. Mi son sentita dire spesso. Eh niente, della celiachia si continuare a conoscere poco. Il problema della contaminazione, il fatto che il glutine si trova in molti alimenti “insospettabili“, la difficoltà di mangiare fuori casa. La celiachia non è una moda. Ci sono celiaci che convivono con disagi seri quotidianamente, adeguarsi non è facile.
E comunque sappiate che, sinceramente, del bonus farei anche a meno. Se un chilo di pane o un pacchetto di biscotti secchi senza glutine costassero esattamente come quelli “normali” che si trovano in commercio.

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