Acrobazie quotidiane

Dormono. E io ne approfitto per dedicare finalmente un po’ di tempo a me stessa: scrivere, rispondere alle mail, sistemare casa, cucinare, far partire la lavatrice, stendere. Questo è il relax in una giornata di acrobazie, nella quale può anche capitare di dover seguire un corso di formazione obbligatoria con al seguito la piccola Alice che zitta zitta guarda stupita altri giornalisti compiti che prendono appunti in un’enorme sala.

acrobazie

Corsa, sempre di corsa. E le due piccole pesti pretendono che tu sia sempre al top, pronta ad accogliere con un sorriso le loro infaticabili avventure. Tommy che punta a seppellire Alice sotto cuscini e peluches, lei che vuole a tutti i costi giocar con lui, lui che passerebbe l’intera giornata a saltare, correre, preparare pseudo pappe, raccogliere fiori, giocare con l’acqua…insomma, a far casino.

A volte penso davvero che ci voglia una grande lucidità per arrivare a sera, per non perdere il controllo, per continuare a guardare sempre le cose dalla giusta prospettiva, quella del bicchiere mezzo pieno. Loro sono splendidi, quando ti sorridono, quando ti abbracciano, quando vogliono farti entrare nel loro mondo. Ma sono anche terribili, capricciosi, testardi come pochi.

Sì, ok, sono bambini. Forse dovremmo ridimensionarci noi mamme che consentiamo loro di prendersi ogni spazio della nostra vita, sempre pronte a metterci in discussione temendo di sbagliare, di non essere all’altezza di un ruolo così complesso. Che le donne, in realtà, sanno perfettamente rivestire da sempre.

Forse dovrei ricordarmelo più spesso e fregarmene se anche qualche volta non sono la mamma modello, se a volte le mie urla si sentono fino in cortile, se i vestitini non sono sempre impeccabili e la frangia che ho tagliato a Tommy va in obliquo. E ora mi preparo pure un bel tiramisù. Eccheccavolo.

tiramisu

 

 

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